Regione Veneto

SEPARAZIONI E AFFIDO CONDIVISO, IL CONSIGLIO COMUNALE CHIEDE IL RITIRO DEL DISEGNO DI LEGGE PILLON

Pubblicata il 03/05/2019

Il Consiglio Comunale di Sarego, nella seduta di lunedì 29 aprile, ha approvato una mozione
che impegna il Sindaco e la Giunta a sollecitare il Parlamento affinché il Disegno di Legge n.
735/2018, meglio noto come “Disegno di Legge Pillon”, venga ritirato. Il documento,
presentato dall'Assessore alle Pari Opportunità Manuela Luzi, è passato con i voti favorevoli
della maggioranza Movimento 5 Stelle e della civica Nuova Sarego, mentre la civica Nadia
Fochesato Sindaco si è astenuta.
Il Ddl Pillon, di cui è primo firmatario il senatore della Lega Simone Pillon, è attualmente
all'esame della Commissione Giustizia del Senato e introduce una serie di modifiche al Codice
Civile in materia di diritto di famiglia, separazione e affido condiviso dei minori. In particolare,
il provvedimento legislativo introduce l'istituto della mediazione obbligatoria per evitare che
le liti familiari arrivino in tribunale. Nei ricorsi per separazione consensuale è prevista
l'obbligatorietà di un piano genitoriale concordato e soprattutto l'affido paritario: il tempo che
i figli trascorrono coi genitori dovrà essere ugualmente ripartito tra il padre e la madre.
Oltre al tempo, si prevede che il mantenimento dei figli sia pure ripartito tra i due genitori.
Tra i punti centrali del Ddl vi è il contrasto alla cosiddetta “alienazione parentale” (quando un
genitore svaluta l'altro nei conflitti di coppia), per la quale il giudice può prendere
provvedimenti d'urgenza, tra cui il potere di togliere l'affido del figlio al genitore considerato
“alienante”. La mozione presentata dall'Assessore Luzi, che prende spunto dalla legislazione
attualmente vigente in materia, rileva che l'impianto del Ddl Pillon “seppur mosso dall'intento
di promozione della bigenitorialità in un ambito, quello della separazione dei coniugi, spesso
connotato da forti conflittualità, nella sua declinazione evidenzia una serie di aspetti che
sembrano porlo in contraddizione con le stesse premesse da cui muove”. “In particolare -
sottolinea il testo - suscitano forti perplessità le norme relative alla obbligatorietà della
mediazione e alla ripartizione tra i due genitori del mantenimento diretto e alle conseguenze
previste nelle circostanze di supposta alienazione parentale, nonché una logica iniqua di
“spartizione” genitoriale del bene “figlio”.” Pertanto “gli effetti che potrebbero essere
introdotti da una introduzione nell'ordinamento del Disegno di Legge andrebbero in una
direzione opposta a quella auspicata nel superiore interesse dei minori in relazione ai rapporti
affettivi, familiari, sociali e materiali”. La mozione impegna inoltre Sindaco e Giunta a 

sollecitare il Parlamento a riaprire il dibattito per la redazione di una proposta di legge “che
disciplini meglio il principio della bigenitorialità anche con riferimento alla responsabilità e
alla presenza dei padri e sia improntata all'ottica di tutelare il superiore interesse del minore.”
“Anche se il tema è contenuto nel Contratto di governo, non è così che ci si aspettava venisse
trattato - commenta l'Assessore Manuela Luzi -. Dopo quanto emerso dal Congresso Mondiale
delle Famiglie tenutosi a Verona, è necessario prendere una posizione netta e decisa contro la
direzione integralista che il senatore Pillon maschera dietro “l'interesse dei bambini”. I
bambini hanno bisogno di altro. Le famiglie, tutte, hanno bisogno di altri provvedimenti, più
urgenti.”
“In un Paese - conclude l'Assessore - in cui essere madre diventa un ostacolo per la vita
lavorativa ed essere donna per qualcuno è peccaminoso, se si vuole tutelare i padri ridotti sul
lastrico per gli assegni di mantenimento calcolati su criteri discutibili, si provveda a ridurre le
differenze salariali e ad assicurare le pari opportunità, che siamo tra gli ultimi in Europa.”
In quest'ottica, nello stesso Consiglio Comunale è stata approvata una misura a favore delle
famiglie alle quali sarà riconosciuto un contributo fino a 1000 euro a bambino per sostenere i
costi di frequenza degli asili nido e dare agevolazioni per i centri estivi. Questo è quello che
può fare un Comune, dallo Stato ci si aspetta di più.


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