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Villa Trissino

VILLA TRISSINO
Via Sabbadini, 4 – Meledo di Sarego (VI)

 

Villa Trissino

Villa Trissino

La villa fu commissionata al Palladio dai fratelli Francesco e Ludovico Trissino, figure di primo piano dell'aristocrazia vicentina e committenti palladiani non solo a Meledo ma anche per un palazzo di città in contra’ Riale (1558). Iniziata nel 1553, avrebbe dovuto essere la più grande e imponente villa di tutto il vicentino, ma non venne mai eseguita nella sua interezza, perchè i lavori si interruppero nel 1562 a causa della morte di uno dei due fratelli, Ludovico Trissino.

Il progetto palladiano per villa Trissino, presentato nei Quattro Libri dell'Architettura di Andrea Palladio, prevedeva un edificio padronale, composto da una sala rotonda centrale, coperta da un'alta cupola e circondata da stanze (fig. 1). Ai lati avrebbero dovuto esserci due grandi porticati ad esedra, seguiti, più in basso, da due barchesse con colonne tuscaniche, agli angoli del cortile erano previste due colombare. Una grande scalinata avrebbe portato dal giardino, compreso tra le due ali dei rustici, al vasto ripiano su cui avrebbe dovuto sorgere il pronao della villa (sull'alto della piccola collina dove ora esiste la chiesa parrocchiale).

Del grandioso progetto restano solo parte del muro di cinta , interrotto al centro da una porta a bugne rustiche, la torre colombara e una barchessa che si affacciano sul fiumicello Brendola, e una seconda barchessa posta di fronte alla prima. L'uso non solo utilitario della torre colombara è attestato dal fatto che gli ambienti al piano terra sono dotati di camini e decorati con grottesche, attribuite da alcuni a Bernardino India da altri ad Eliodoro Forbicini.

Sul lato est della corte rurale, è presente una casa di epoca quattrocentesca, di cui si notano le due monofore gotiche sulla facciata verso la strada.

(foto di Flaviano Pellizzaro)





Nei Quattro Libri dell'Architettura, Andrea Palladio scrisse:

Piantina villa trissino

La Fabbrica della tav. XLIV. (a) fu cominciata dalli Conte Francesco e Conte Lodovico fratelli de' Trissini, a Meledo Villa del Vicentino. Il sito è bellissimo: perciocché è sopra un colle, il quale è bagnato da un piacevole fiumicello, ed è nel mezzo di una molto spaziosa pianura, ed a canto ha una assai frequente strada. Nella sommità del colle ha da esservi la sala rotonda, circondata dalle stanze, e però tanto alta che pigli il lume sopra di quelle. Sono nella sala alcune mezze colonne, che tolgono suso un poggiuolo, nel quale si entra per le stanze di sopra; le quali perché sono alte solo sette piedi, servono per mezzati. Sotto il piano delle prime stanze vi sono le cucine, i tinelli, ed altri luoghi. E perché ciascuna faccia ha bellissime viste, vi vanno quattro loggie di ordine Corinthio: sopra i frontispizi delle quali sorge la cupula della sala. Le loggie, che tendono alla circonferenza, fanno un gratissimo aspetto; più presso al piano sono i fenili, le cantine, le stalle, i granari, i luoghi da gastaldo, ed altre stanze per uso di Villa: le colonne di questi portici sono di ordine Toscano: sopra il fiume negli angoli del cortile vi sono due colombare.

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