Comune di Sarego

Comunicato 12.11.2016: Pfas, Comune di Sarego inflessibile con chi vorrebbe alzare i limiti: paghi chi ha inquinato!

Pubblicata il 12/11/2016

In merito alla problematica riguardante i Pfas, relativamente agli ultimi sviluppi evidenziati anche dalla stampa locale, come amministrazione di Sarego siamo rimasti decisamente sconcertati dall'atteggiamento dei vari soggetti pubblici che si stanno occupando della questione.

Innanzitutto non ci piace il continuo e sterile rimpallo di responsabilità tra la Regione e il Governo centrale che a distanza di quasi 4 anni dalla emersione del problema non sono ancora riusciti ad applicare il principio "chi inquina paga" previsto dal testo unico ambientale.
Poche volte come in questo caso il responsabile della alterazione ambientale risulta indiscutibilmente evidente; nonostante ciò gli enti preposti stanno coinvolgendo nel problema aziende locali che poco o nulla hanno a che fare con la produzione o l'utilizzo di Pfas.

Se fosse infatti vera la tesi esposta dalla azienda incriminata, secondo la quale anche le concerie locali usano i Pfas nella loro produzione, il medesimo problema dovrebbe interessare allo stesso modo ampie porzioni del territorio italiano visto che queste sostanze sono ormai usate per la produzione di un'ampia gamma di prodotti; in realtà le analisi condotte da ARPAV hanno dimostrato con certezza l'origine dello sversamento, ovvero l’azienda Miteni S.p.a.

Stupisce in particolar modo il fatto che molti amministratori locali stiano facendo pressioni affinché vengano aumentati i limiti di queste sostanze nell'ambiente. Su questo punto siamo inflessibili, riteniamo infatti che un amministratore locale che, oltre ad essere responsabile della salute dei propri concittadini, beve acqua di queste zone e si nutre dei prodotti del territorio, possa di fatto tutelare gli interessi di una multinazionale a scapito della qualità dell'acqua del nostro territorio e degli interessi delle numerose aziende agricole locali che rischiano di essere penalizzate da un problema causato da altri.

Spostare il problema dal vero responsabile al Consorzio Arica sembra un tentativo maldestro di virare la responsabilità dal vero autore del danno ad un consorzio pubblico. Anche la decisione del Governo di stanziare una grande somma senza una strategia di intervento, e soprattutto senza portare avanti da subito quanto previsto dalla normativa, cioè l'imposizione ai responsabili del ripristino ambientale e il rimborso alle amministrazioni locali delle spese sostenute, non fa altro che mettere a carico di tutti noi un problema creato da una multinazionale.

Ad oggi sono rimaste senza risposta diverse richieste inviate dalla nostra Amministrazione ai Ministeri competenti. In particolare è trascorso più di un anno dalla richiesta inviata al Ministero dell'Ambiente da diversi sindaci del territorio colpito in cui si chiedeva semplicemente di applicare la legge per imporre a chi ha inquinato di provvedere al ripristino e al pagamento dei costi sostenuti, ma dal Ministero tutto tace nonostante i numerosi solleciti fatti anche al sottosegretario Degani.

L'Amministrazione
Comune di Sarego