Comune di Sarego

Giornata Internazionale contro le discriminazioni basate sull’orientamento e sull’identità di genere

Pubblicata il 17/05/2018

17 maggio 2018 - Giornata Internazionale contro le discriminazioni basate sull’orientamento e sull’identità di genere

"Ogni anno oltre 20 mila persone contattano il Numero Verde Gay Help Line 800713713, di cui oltre 7 mila sono minori e di questi oltre 300 vivono situazioni gravi di violenza familiare, e purtroppo  non sanno a chi chiedere aiuto"

Se la percezione dell'omofobia è soggettiva, i numeri dichiarati da Fabrizio Marrazzo, Portavoce Gay Center e Responsabile Gay Help Line, raccontano una realtà quotidiana vissuta da ragazzi e ragazze che oltre ad essere spesso vittime di bullismo, vivono un vero e proprio inferno in casa che spesso ha portato anche al suicidio di molti giovanissimi.

E così, mentre Adinolfi non ci crede, la Meloni difende la famigliatradizionale®, Salvini si scaglia contro la Disney e nei salotti televisivi l'ignoranza urla e l'intelligenza tace, la cronaca degli ultimi giorni ci racconta che a Napoli un ragazzo gay di 14 anni denuncia le terribili violenze subite in famiglia: schiaffi, pugni, ustioni sulle caviglie provocate spargendogli benzina e dandogli fuoco.
 A Roma, nel quartiere EUR, una ragazza transgender è stata trovata accoltellata in un parco e Federico viene pestato a sangue mentre stava tornando a casa dopo una giornata di lavoro.
A Siracusa, una madre che non ha accettato la relazione di sua figlia con la sua compagna, dopo averla minacciata di sfregiarla con l'acido convince i suoi datori di lavoro a farla licenziare.
A Parma, il diciannovenne preso a pugni in faccia all'interno di un locale e, nel torinese, un padre massacra di botte il figlio dopo il suo coming out, cacciandolo di casa con il canonico "per me sei morto". 

Lontano dai riflettori e dagli indici di gradimento mediatici, c'è la violenza in tutte le sue espressioni: aggressioni fisiche e verbali, ci sono gli abusi sessuali, ci sono gli esorcismi “per guarire i malati” e ci sono perfino i figli segregati in casa dai propri genitori. 
Nel mondo reale ci sono migliaia di storie di omofobia che si dovrebbero tenere a mente prima di pronunciare qualsiasi frase sulla presunta "normalità".
Una società e una classe politica che si autodefinisce "civile" dovrebbe prendere una posizione netta e indiscutibile contro questo tipo di aggressioni. Ma l'Italia è ancora lì, tra la Namibia e il Brasile, nella classifica dei Paesi in cui le persone LGBTQ+ sono più "accettate", mentre tra i primi 10 troviamo l’Islanda, i Paesi Bassi, la Svezia, la Danimarca, Andorra, la Norvegia, il Belgio, la Spagna, la Francia e la Svizzera. Praticamente quasi tutta l'Europa. Quasi tutta, tranne noi e i paesi dell'est. 
Verrebbe voglia di espatriare.
Oppure di lottare perché anche l'Italia possa fare un passo avanti verso una condizione di piena libertà e di parità dei diritti.
Questo è quello che hanno scelto di fare i promotori del Pride, in migliaia di città in tutto il mondo, per richiamare l'attenzione sui diritti e contrastare la vergogna a cui le persone LGBTQ+ sono state costrette nel corso della storia.

Questo è quello che il comitato del Padova Pride 2018 ha chiesto anche al Comune di Sarego: un riconoscimento prima di tutto umano. Una "visibilità alle persone e alle istituzioni per contrastare politiche e comportamenti, che da sempre li hanno relegati ai margini della società come forme di devianza tutt’al più da tollerare". Per queste ragioni, l'Amministrazione Comunale ha deciso di patrocinare l'evento di Padova, a cui parteciperà il vicesindaco Veronica Dalla Pria, condividendo con gli organizzatori la necessità di una presa di posizione forte e convinta affinché  le rivendicazioni LGBT+  diventino una questione di interesse per l’intera società.

E per chi ancora si chiede perché il Pride non possa essere una manifestazione più "educata" e "sobria", Dario Accolla ci ricorda che la Treccani definisce sobrio ciò «che rifugge da ogni artificio e ornamento». E il Pride chiede proprio di essere autentici, è l'omofobia che costringe a nascondersi ed essere "artificiali". 

Quanto alla moderazione e all'educazione, bisognerebbe scandalizzarsi molto di più per quella pornografia a buon mercato dei social, per la volgarità  fine a se stessa di certi reality e per l'esaltazione dell'ignoranza in nome dello share. 


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