Comune di Sarego

PFAS: facciamo il punto.

Pubblicata il 02/10/2018

L'estate del 2018 è stata segnata da molti eventi riguardanti iniziative contro l'inquinamento PFAS nella zona rossa.

Dopo la richiesta di chiarimenti in merito al divieto di consumare pesce da cattura (vedi lettera al presidente Zaia del 25/07/2018) e quella sul ritrovamento di nuove sostanze inquinanti (lettera all'ARPAV del 7/08/2018), il nostro assessore all'ambiente Flavio Zambon ha scritto all'Assessore Veneto all'Agricoltura Pan per evidenziare la scarsa partecipazione ad oggi degli agricoltori alla campagna di analisi dei pozzi privati ad uso agricolo. 
A Sarego infatti ad oggi hanno aderito alla proposta soltanto quattro agricoltori in un territorio ad ampia vocazione agricola.
La propostaquindi, è di rendere obbligatoria e non più volontaria l'adesione alla campagna di analisi, questo per consentire alle amministrazioni della zona rossa di avere un quadro più preciso della diffusione dell'inquinamento nell'area e di programmare eventuali interventi.

La conoscenza della qualità della propria acqua renderebbe gli agricoltori e allevatori più consapevoli e li metterebbe nelle condizioni di valutare altre soluzioni di approvvigionamento pur non essendovi un preciso obbligo.
Anche i consumatori di questi prodotti locali avrebbero modo di scegliere con più consapevolezza i propri fornitori.

Sempre ad agosto, abbiamo invitato il Ministro dell'Ambiente, Costa, ad un incontro a Sarego con i sindaci e i cittadini della zona rossa per affrontare insieme il problema legato alla contaminazione da PFAS e mostrare la situazione sul territorio.

Mentre il coordinamento dei sindaci attende risposta a questo invito, l'assessore Flavio Zambon con una delegazione composta da deputati, consiglieri regionali e comunali, e dai vari comitati sensibili al problema si è recato l’11 settembre presso la sede del Ministero dell’Ambiente a Roma per aggiornare il Ministro sugli ultimi sviluppi della questione e cercare possibili soluzioni al problema.

Le istanze sono state accolte con interesse ed il Ministro si è dimostrato molto disponibile e propositivo a sua volta cercando le possibilità in suo potere per garantire la più rapida soluzione del problema.
Il Ministro ha sottolineato che la questione PFAS in Veneto è tra le sue priorità. Ci ha spiegato infatti di aver incontrato poche settimane prima il Presidente Zaia e di aver condiviso con lui le possibili azioni future.
E’ stata ribadita:
  • la necessità di stabilire i limiti per i PFAS come gruppo di prodotti a livello nazionale;
  • l’opportunità di rivedere i confini della zona rossa;
  • apportare modifiche al testo unico ambientale inserendo il principio di precauzione in modo più incisivo;
  • inserire in tabella anche il gruppo delle sostanze PFAS.
  • l'urgente bonifica del sito per porre fine alla continua dispersione di sostanze inquinanti in ambiente.
  • la necessità di una maggiore collaborazione tra i ministeri dell’Ambiente e della Salute per avere maggiore efficacia nell’azione.
Un elenco di passaggi che tracciano una vera e propria road map per arrivare nel più breve tempo possibile alla soluzione del problema.

L’invito a Sarego per incontrare sindaci e cittadini della zona rossa è stato rinnovato dall’Assessore Zambon anche in questa occasione ed il Ministro ha dato appuntamento a tutti per rivedersi dopo un paio di mesi per un aggiornamento.



PFAS E ALIMENTI
Subito dopo l'incontro con il Ministro dell'Ambiente, abbiamo inviato all’ULSS 8 una richiesta di informazioni sulla campagna di analisi del contenuto di PFAS negli alimenti effettuata nel 2017.
Nonostante non siano state ad oggi rilevate situazioni di pericolo per la salute ad eccezione dei pesci da cattura, sono stati riscontrati valori di rilievo in diversi alimenti prelevati nella zona rossa.
Abbiamo chiesto, inoltre, se siano state informate le aziende oggetto della campagna di analisi sui risultati riscontrati nella propria produzione, al fine di renderle più consapevoli sulla qualità dei propri prodotti e consentire di intraprendere le dovute azioni per ridurre o annullare la presenza di PFAS.

Il 20 settembre, infine, ci siamo recati con una delegazione di deputati e consiglieri regionali e comunali presso la sede del Ministero della Salute per un confronto sul tema dei PFAS in Veneto in merito agli aspetti sanitari della delicatissima questione.

Abbiamo portato all'attenzione dei tecnici del Ministero il fatto che sia necessario ed urgente procedere con le analisi di tutti gli approvvigionamenti privati dei pozzi per l'agricoltura e gli allevamenti nelle zone coinvolte e al contempo sia indispensabile velocizzare il bio monitoraggio e ampliarlo, rivedendo i confini della zona rossa. In questa occasione, abbiamo:
  • consegnato la documentazione e le richieste forniteci dai gruppi delle mamme No-Pfas;
  • illustrato dati della Regione Veneto che dimostrano un'incidenza molto rilevante di disturbi correlati alla presenza di PFAS nella zona rossa;
  • ribadito la necessità di attuare urgentemente soluzioni efficaci.

Dall'incontro è emerso che inizierà finalmente la collaborazione da parte del Ministero della salute con il Ministero dell'ambiente con l'istituzione di un tavolo interministeriale sul tema.

Ad oggi, però, spiace constatare che l'unica risposta ricevuta alle richiesta di informazioni sopra descritte è pervenuta solo da Acquevenete.
Attendiamo con fiducia riscontri anche dalla Regione.

Tutta la documentazione e gli aggiornamenti sul tema PFAS, sono consultabili in questa sezione del sito, che cercheremo di tenere più aggiornata possibile. 


 
Si ringraziano per il lavoro incessante:
l'Assessore all'Ambiente del Comune di Sarego Flavio Zambon
e Sonia Perenzoni del gruppo M5S di Montecchio Maggiore,
i gruppi dei genitori No-Pfas e tutti i cittadini attivi che hanno collaborato.








 


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