Regione Veneto

Comune di Sarego
Portale istituzionale

Seguici su

L’estesa necropoli di età longobarda a Monticello di Fara: Conferenza Stampa

Pubblicata il 29/01/2021

La dott.ssa Claudia Cenci, della Soprintendenza di Verona, Rovigo e Vicenza, presenta gli importanti ritrovamenti archeologici, rinvenuti tra settembre e dicembre 2020 nella frazione di Monticello di Fara, testimoni della presenza di un’estesa necropoli di età longobarda connessa ad un luogo di culto. 

Qui il video integrale della conferenza stampa di venerdì 29 gennaio 2021 presso la Sala Civica “R. Sabbadini” di Sarego: 
https://www.youtube.com/watch?v=OZcjpWc9g0c&feature=youtu.be

Intervengono
  • Castiglion Ing. Roberto, Sindaco di Sarego 
  • Tinè Dott. Vincenzo, Soprintendente all’Archeologia per Verona, Vicenza e Rovigo 
  • Vaccari Ing. Gianvittore, Amministratore Unico Veneto Acque S.p.a. 
  • Cenci Dott.ssa Claudia, Soprintendenza di Verona, Rovigo e Vicenza 
  • Trevisan Ing. Franco, Responsabile Ufficio Tecnico Veneto Acque S.p.a. 
RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI A SAREGO
In località Monticello di Fara è stata rinvenuta un’estesa necropoli di età longobarda durante degli scavi.
 
Una sensazionale scoperta archeologia è stata effettuata nel comune di Sarego negli scorsi mesi. Nell’ambito di un intervento preventivo per la sostituzione di una nuova condotta di adduzione primaria nella tratta Montecchio Maggiore-Brendola-Lonigo per la sostituzione delle fonti idriche contaminate da PFAS, è stata rinvenuta tra settembre e dicembre 2020 un’estesa necropoli di età longobarda connessa ad un luogo di culto. L’importante scoperta è stata resa possibile grazie alla sinergia tra la Soprintendenza e la Società “Veneto Acque” della Regione Veneto.
 
Il ritrovamento è di straordinaria importanza perché conferma archeologicamente la presenza longobarda nel territorio, fino ad ora solo ipotizzata grazie al toponimo tipicamente longobardo di Fara. Inoltre, i reperti acquisiti permetteranno agli studiosi di apprendere nuove informazioni sul territorio vicentino e veneto nel periodo tardo antico e alto medievale.
 
Oltre 50 tombe databili tra la fine del VI sec d.C. e gli inizi dell’VIII sec. d.C. sono state riportate alla luce, collocate intorno ai resti in fondazione di opere murarie pertinenti a un edificio di culto alto medievale, secondo un modello funerario di alto interesse archeologico. “L’ipotesi più plausibile è che la necropoli fosse sviluppata intorno ad un luogo di culto - chiarisce la dottoressa Claudia Cenci, della Soprintendenza di Verona, Rovigo e Vicenza, responsabile dello scavo – ed è da approfondire e chiarire di che tipologia di edificio si tratti, permettendoci di scoprire anche qualcosa di più sulla comunità vicentina dell’epoca e sulla sua cristianizzazione”.
 
Nello scavo sono stati rinvenuti anche dei corredi funerari degni di nota tra cui in particolare quello di una tomba maschile di alto rango, composto da scudo da parata, lancia, spatha, fibbie di cintura, frecce e speroni. “Soprattutto la presenza di uno scudo da parata – spiega la dott.ssa Cenci – testimonia che siamo di fronte a una persona dall’alto status sociale. In Veneto, anche in altre necropoli longobarde, non è così comune trovare questo tipo di armi, ciò significa che siamo di fronte a una personalità di grande rilievo”.
 
In un altro settore dello scavo, invece, è stata esplorata una fornace per mattoni che testimonia la preesistenza di un insediamento produttivo di età romana, databile alla fine del I sec. d.C. Storicamente, i Longobardi crearono una serie di insediamenti importanti lungo le principali strade antiche, come appunto la via Postumia, la più importante arteria stradale del territorio fin dal II sec. a.C. In virtù di altri ritrovamenti nella frazione di Monticello di Fara, è lecito pensare di essere in presenza di uno di questi insediamenti.
 
I materiali recuperati verranno ora sottoposti a restauro, studio e conservazione, acquisendo una serie di informazioni utili e chiarendo meglio la cronologia dei reperti. La necropoli rinvenuta, infatti, presenta sepolture risalenti ad almeno 2-3 generazioni diverse e questo permetterà di capire attraverso l’analisi dei resti umani, come la popolazione sia mutata nel corso dei flussi migratori.L’analisi degli scheletri rinvenuti – analizza la dottoressa Cenci – potrebbe esserci utile per conoscere l’alimentazione degli abitanti di questo villaggio, le origini ed eventuali matrimoni misti con persone autoctone”.
 
Non è da escludere che in futuro, i dati raccolti, possano portare a un’esposizione dei reperti o a una pubblicazione scientifica di valore“La scoperta di questo sito archeologico - afferma il sindaco di Sarego, Roberto Castiglion – rappresenta l’incredibile opportunità di approfondire la nostra storia, scoprendo le caratteristiche dell’insediamento di età longobarda e gli usi e costumi dei nostri antenati. Abbiamo l’opportunità di sapere qualcosa di più della nostra storia e del nostro passato”.
 
“Questa importante ed affascinante scoperta archeologica – afferma l’Assessore alla Cultura della Provincia di Vicenza, Marco Guzzonato – è una bellissima opportunità per approfondire gli studi sulla storia antica dei nostri territori vicentini. La Provincia di Vicenza ha accolto con grande interesse la notizia di ritrovamenti longobardi a Monticello di Fara e resterò in contatto con il Sindaco di Sarego per eventuali auspicabili collaborazioni in merito a questo straordinario evento e ai suoi sviluppi”.
 


Facebook Twitter
torna all'inizio del contenuto